Per chi bazzica il mondo dell'arte contemporanea Maurizio Cattelan non ha segreti. Una carriera all’insegna della provocazione, se non dell'ingiuria, affiancata da un mare di polemiche. Da quelle per i bambini-fantoccio impiccati a una pianta, a quelle per Nona ora, con il papa abbattuto da un meteorite, per finire con L.o.v.e, la mano di cui resta solo un dito medio, installata davanti Piazza Affari a Milano.
Papà camionista, mamma donna delle pulizie. A tredici anni Cattelan vende souvenir e santini nella basilica di Sant’Antonio a Padova, la sua città natale. A diciassette lascia i genitori e per mantenersi fa l’infermiere. La sera frequenta le scuole serali. Mille lavori e lavoretti; infine, l’obitorio, dove porta, lava e veste i cadaveri. <<Di tutti i lavori il più sereno>> confessa. A venticinque anni smette di lavorare destinazione Amsterdam dove scopre il mondo degli artisti che occupano fabbriche abbandonate. In Italia è Forlì la sua base operativa, da lì le prime opere e poi il trasferimento a New York, nel ’93. Oggi è l'artista più quotato al mondo, le sue opere vengono battute all'asta a partire da un milione di euro. Una sua opera Untitled (2001) è stata battuta a sei milioni di euro. Ma questo è il Cattelan che ci interessa di meno.
Nel 2006 è uscito un mockumentary che lo vede protagonista della sua morte, con tanto di funerale e annunci dei maggiori telegiornali italiani. Titolo del falso documentario: E' morto Cattelan! Evviva Cattelan! Ed è di queste settimane un altro annuncio, chissà quanto vero: << Ora ho deciso di smettere, per quanto tempo dobbiamo dimostrare chi siamo? Personalmente so già chi sono, cosa sono in grado di fare e cosa no. Magari adesso potrei cominciare a fare il pittore. Non so disegnare, ma posso far dipingere qualcun altro. Del resto il più bravo scalatore del mondo è senza una gamba>>.
Al momento e fino a Gennaio 2012 al Guggenheim di New York, l'artista italiano espone tutto il suo repertorio: Maurizio Cattelan: All, una megaistallazione di 130 opere sospese, <<come salami dal macellaio>>, calate dall'alto della cupola che sovrasta la celebre rampa a spirale di Frank Lloyd Wright. <<Non esistendo alcuna verità, evito di credere persino a me stesso>> firmato M.C.